San Leo, detta già Montefeltro, è situata a metri 583 s.m., a 32 km. da Rimini, nella Val Malrecchia (SS 258), su un enorme masso roccioso tutt'intorno invalicabile;
vi si accede per un'unica strada tagliata nella roccia.
Sulla punta più alta dello sperone si eleva l'inespugnabile Forte, rimaneggiato da Francesco di Giorgio Martini, nel XV secolo, per ordine di Federico lll da Montefeltro.
L'antichissima città che fu capoluogo (dall'origine alla fine) della contea di Montefeltro e teatro di battaglie civili e militari per circa due millenni, assunse con Berengario II il titolo di Capitale d'ltalia (962-964). S. Leone (sec. IV d.C.) ne fu l'evangelizzatore.
La città ospitò Dante ("Vassi in San Leo...") e S. Francesco d'Assisi, che qui ricevette in dono il Monte della Verna dal Conte Orlando di Chiusi nel Casentino (1213). Si conserva ancora la stanza ove avvenne il colloquio fra i due uomini.
Nel forte, trasformato in prigione durante il dominio pontificio, furono rinchiusi il Conte di Cagliostro, che vi morì nel 1795, e Felice Orsini (1844).
Notevole il patrimonio architettonico conservato:
la Pieve preromanica, il Duomo romanico lombardo del sec. Xll, il Forte; Il Museo di Arte Sacra recentemente allestito nel Palazzo Mediceo, sparsi sul territorio comunale, i ruderi di diversi castelli, tra i quali quelli di Pietracuta, e di Piega, il convento francescano di S. Igne, il convento domenicano di Monte, di Pietracuta, la chiesa di Montemaggio, con un pregevole soffitto di legno a cassettoni.
Il panorama che si gode da San Leo è uno dei più belli e caratteristici della regione la vista spazia sui monti circostanti e lungo, la vallata del Marecchia, fino al mare.
Dotata di moderni impianti sportivi, annovera olre ai campi da calcio i, campi da tennis, una avio superficie dove è possibile praticare il volo a vela (aliante) Dalle rocce del monte San Severino e possibile decollare con il parapendio.
I luoghi da visitare sono:
IL PALAZZO MEDICEO E MUSEO D'ARTE SACRA, edificato tra il 1517 e il 1523 per ospitare il Governatore di San Leo e del Montefeltro per conto della Repubblica Fiorentina. Impianto tipicamente rinascimentale, organizzato intorno alle stanze di rappresentanza del pian terreno, totalmente ristrutturato nel 1995. Lo stemma della Città di Firenze, il Giglio, è scolpito nella pietra e reca la data 1521; nella facciata vi è anche lo stemma di Papa Giulio II Della Rovere.
La famiglia Della Rovere ampliò il Palazzo tra il '500 e il '600 aggiungendo la sala dell'attuale teatro. Dal 1573 fu sede del Commissario e del Parlamento della Provincia Feretrana. Il Palazzo Mediceo attualmente ospita il Museo d'Arte Sacra, l'ufficio turistico, l'Archivio Storico e la Biblioteca.
LA PIEVE DI SANTA MARIA ASSUNTA, dedicata alla Santa, è il più antico monumento religioso del Montefeltro. La tradizione vuole l'edificio innalzato sulla celletta dove San Leone si ritirava in preghiera durante il IV secolo. A pianta basilicale a tre navate con cripta e presbiterio rialzato su cui si innalza il pregevole ciborio del IX secolo. La Pieve, come il Duomo, ha ingresso sui due lati e non sulla facciata a causa del terreno scosceso su cui si innalza.
L'attuale aspetto è dovuto alla totale restaurazione del XI secolo.
LA CATTEDRALE DI SAN LEONE, dedicata al Santo Patrono e di antica costruzione, è frutto di maestranze romanico-lombarde che datano l'edificio al 1773. Esempio dello stile romanico, presenta all'interno un ricco apparato decorativo scultoreo con simboli del cristianesimo primitivo. Ha pianta a croce latina, con tre navate a transetto, cripta e ampio presbiterio rialzato. In origine l'edificio era contiguo al Palazzo Vescovile che comunicava direttamente con la torre campanaria.
LA TORRE CAMPANARIA, monumento più appartato di San Leo, sorge isolata sulla cima del "Monte della Guardia", una delle due sommità del Masso di San Leo. Costruita direttamente su un affioramento roccioso come tutti i monumenti della città. Costituiva la Cittadella Vescovile insieme ad altri edifici, residenza del Vescovo del Montefeltro distrutta nella metà del secolo XIV dai Malatesta. Il perimetro quadrato ingloba una costruzione a pianta circolare di origini più antiche.
LA FORTEZZA, le origini si perdono già all'epoca delle guerre tra i Goti e i Bizantini del VI secolo. Costantemente oggetto di cibtesa, soprattutto tra il XIV e il XV secolo, fino a quando nel 1441 il giovane Federico da Montefeltro. L'apparato difensivo di San Leo sembra un prolungamento del masso che lo sostiene: è difficile distinguere tra l'opera dell'uomo e quella della natura. La fortezza seguì le sorti del ducato nelle successioni dinastiche: Montefeltro, Borgia, Della Rovere, Medici e, nel 1631, lo Stato Pontificio con il quale divenne un carcere nelle cui celle finì i propri giorni il Conte di Cagliostro. Anche dopo l'Unità d'Italia, la fortezza continuò ad essere un carcere, fino al 1906. Tra il 1911 e il 1915 ospitò una "compagnia di disciplina".
GIUSEPPE BALSAMO CONTE DI CAGLIOSTRO, nato a Palermo nel 1743, divenne un personaggio di spicco negli ambienti massonici dell'epoca; la sua fama di alchimista e guaritore si diffuse nelle corti più importanti d'Europa. A Londra e a San Pietroburgo strinse amicizie con personalità molto importanti come Goethe e Schiller. A Versailles conobbe il cardinale di Rohan che lo coinvolse nel misterioso "affaire du collier". Sfidò apertamente la Chiesa fondando una loggia di Rito egiziano a Londra e assumendo il titolo di "Gran Colto". Il 27 Dicembre 1789 venne rinchiuso nelle carceri di Castel Sant'Angelo ad opera del Sant'Uffizio. Venne graziato da Papa Pio VI: gli commutò la condanna a morte in carcere a vita, pena da scontare nelle tetre prigioni dell'inaccessibile San Leo.
CHIESA VOTIVA DELLA MADONNA DI LORETO, edificata nel 1640 ad opera della comunità; è situata all'inizio della via Montefeltro, la strada che conduce all'unica porta del paese. Di enorme bellezza e originalità è l'altare composto in una sorta di ampio retablo ligneo intagliato, dipinto e dorato, del 1732, al centro del quale è ricavata una nicchia contenente l'immagine della Madonna col Bambino.
LA CHIESA ED IL CONVENTO FRANCESCANO DI SANT'IGNE, di cui la fondazione è attribuita a San Francesco d'Assisi, risalente al XIII secolo, distante circa 2 km dal centro dal centro abitato. La chiesa è ad aula unica, con la zona presbiteriale innalzata su due gradini. In un affresco su una nicchia laterale è dipinta la Madonna con Bambino e Santi (1535). A destra del transetto è conservato un segmento del tronco dell'olmo sotto il quale Francesco predicò a San Leo, abbattuto nel 1662. Lo stile gotico dell'architettura francescana è testimoniato dalla sala capitolare caratterizzata da due monofore trilobate.
ORATORIO DI SAN FRANCESCO NEL PALAZZO NARDINI, il nucleo originario risale al XIII secolo. L'8 maggio 1213, in una sala del secondo piano, avvenne l'incontro tra San Francesco d'Assisi ed il Conte Oleandro Cattani da Chiusi; il Santo era presente all'investitura a cavaliere di Montefeltrano II da Montefeltro. In quella occasione San Francesco, tenne una predica sui versi di una canzone amorosa del tempo: "Tanto è il bene che m'aspetto ch'ogni pena m'è diletto". Il Conte rimase talmente impressionato dalle parole del Santo che gli donò il monte della Verna, presso il quale San Francesco ricevette le sacre stimmate. La stanza, oggi è adibita a cappella e sull'altare vi è una tela del pittore pesarese Ciro Pavisa che illustra il miracolo delle stimmate.
Un entroterra tutto da visitare !